Il cronometro segna il minuto 88. L’incubo di un’ennesima beffa nei minuti finali aleggia sul “Romeo Menti” di Castellammare. Invece, la maledizione della zona Cesarini cambia improvvisamente casacca e sorride ai colori giallorossi. Juve Stabia-Catanzaro si chiude su un pareggio strappato con puro orgoglio, epilogo di una sfida spigolosa e avara di spazi. Le Aquile salgono a quota 56 punti in classifica, mantenendo la quinta posizione a tre giornate dal termine della stagione regolare. Il guizzo a ridosso del novantesimo di Di Francesco neutralizza il vantaggio illusorio firmato da Mosti. Un punto pesante per respingere gli assalti delle inseguitrici e premiare la resilienza di un gruppo sceso in campo in piena emergenza infortuni.
L’urto campano e il graffio del capitano
L’approccio dei padroni di casa rispetta il copione ipotizzato alla vigilia. I ragazzi di Ignazio Abate aggrediscono altissimo, soffocando le consuete linee di passaggio calabresi. Il possesso palla ospite sbatte contro l’organizzazione tattica gialloblù. La foga campana si materializza al 18′. Il capitano Mosti riceve la sfera al limite, si sposta il pallone sul mancino per eludere la marcatura e fulmina Pigliacelli con una traiettoria rasoterra chirurgica. Un colpo da biliardo che si spegne nell’angolino basso, all’interno di un’area intasata di maglie.
La reazione della squadra di Alberto Aquilani matura lentamente, affacciandosi in avanti solo dopo la mezz’ora di gioco. Le distanze si allargano e il fraseggio inizia a scardinare il muro locale. Alesi si accende all’improvviso. Al 33′ riceve in area da Pittarello, riesce a girarsi in un fazzoletto e impegna severamente Confente. Tre minuti più tardi, lo stesso esterno vanifica un potenziale rigore in movimento su un invito perfetto di Cassandro dalla corsia di destra, calciando sopra la traversa. Si va al riposo con i padroni di casa avanti di misura.
La pressione sterile e l’orologio nemico
Il rientro dagli spogliatoi restituisce un undici giallorosso più intraprendente, spinto dalla chiara necessità di rimpinguare il bottino. Il giro palla si fa avvolgente. Le vere occasioni da rete faticano a palesarsi. I primi dieci minuti della ripresa scorrono senza alcun sussulto degno di nota. Pompetti prova a suonare la carica con due iniziative personali tra il 56′ e il 62′: un tiro da fuori bloccato centralmente e una punizione che sorvola il montante.
La trama della contesa si cristallizza in un assedio territoriale ospite contro l’ermetica densità eretta dalla retroguardia di Castellammare. Di Francesco testa i riflessi del portiere dalla distanza al 75′, imitato poco dopo da un tiro-cross insidioso di Alesi che costringe l’estremo difensore a un disimpegno non semplice in due tempi. Il cronometro scorre inesorabile. Il tempo assottigliato assume i contorni del vero nemico da disinnescare.
Il colpo di reni e i brividi del recupero
La svolta esplode quando le speranze sembrano assopite. All’88′ lo stazionamento permanente nella metà campo avversaria viene ripagato a caro prezzo. L’azione nasce da una percussione corale rifinita sulla fascia sinistra. Pittarello si avventa sulla sfera cercando l’angolo lontano. Il pallone incoccia su Antonini e si trasforma in un assist fortuito per l’inserimento di Di Francesco. L’attaccante deve solo appoggiare in rete da pochi passi per timbrare l’1-1.
I cinque minuti di recupero condensano le emozioni assenti nel resto della frazione. Al 94′ Pigliacelli salva letteralmente il risultato, volando per neutralizzare in tuffo una botta a colpo sicuro di Maistro. Sul capovolgimento di fronte successivo è Oudin a spaventare il pubblico di casa, ma Confente fa buona guardia sigillando il punteggio.
Il fischio finale certifica una divisione della posta equa per quanto ammirato sul prato verde. Le Aquile abbandonano il rettangolo campano con un’iniezione di adrenalina vitale per l’autostima dello spogliatoio. L’emergenza non ha sgretolato la tenuta nervosa della rosa, brava ad aggrapparsi al match nei momenti di maggiore asfissia tecnica. Difendere l’attuale quinta piazza richiederà uno sforzo intatto nei restanti 270 minuti della stagione regolare. Per blindare matematicamente il posizionamento playoff servirà centrare la vittoria nei prossimi appuntamenti. Il carattere per non affondare c’è tutto, adesso è il momento di far pesare il blasone in un finale incandescente.
