Reita si presenta: “Catanzaro, un colpo al cuore. Suderò la maglia”

Trequartista, tecnica sopraffina e la consapevolezza di chi sa di aver fatto la scelta giusta. Francesco Reita ha parlato per la prima volta da giocatore del Catanzaro. Lo ha fatto attraverso i canali ufficiali del club, con la voce ancora carica di entusiasmo e la lucidità di un classe 2008 che ha già le idee chiare. «Ho appreso la notizia del Catanzaro con molto entusiasmo, perché so che Catanzaro è una piazza molto importante, molto calorosa e mi ha fatto veramente molto piacere». Parole che non lasciano spazio a dubbi: il ragazzo ha scelto con convinzione, attratto da un progetto che negli ultimi anni ha fatto della valorizzazione dei giovani un marchio di fabbrica.

“Punto sulla tecnica, svario sul fronte offensivo”

Reita non si nasconde. Quando gli chiedono di descriversi, lo fa senza giri di parole. «I miei punti di forza sono la tecnica, perché prevalentemente gioco sulla trequarti e mi piace molto svariare, diciamo, sul fronte offensivo». L’identikit è quello del rifinitore moderno, capace di accendere la manovra tra le linee ma anche di allargarsi, di cercare spazi diversi, di non dare riferimenti fissi ai difensori avversari.

È un profilo che a Giorgio Gorgone può tornare utile in più sistemi di gioco. Sottopunta in un 3-4-1-2, esterno offensivo in un tridente, mezzala creativa in un centrocampo a tre. La duttilità è un’arma. La tecnica di base, un patrimonio da affinare con il lavoro quotidiano. Reita arriva a Catanzaro dopo una stagione da protagonista in Primavera 1 con il Monza, e ha già dimostrato di saper incidere: 32 presenze, 11 gol e 4 assist nella categoria che meglio prepara al salto tra i professionisti.

“So che qui lanciano i giovani: è stato un colpo al cuore”

C’è un passaggio, nelle parole di Reita, che colpisce più di altri. «L’interessamento del Catanzaro mi ha fatto piacere anche per questo, perché so che lancia i giovani, quindi è stato veramente, diciamo tra parentesi, un colpo al cuore perché è un’ottima occasione». Lo dice con la spontaneità dei suoi 17 anni, ma con la consapevolezza di chi ha studiato il percorso prima di sceglierlo.

Il Catanzaro come trampolino, come ambiente ideale per un ragazzo che vuole diventare grande senza essere bruciato. La storia recente gli dà ragione. Mattia Liberali è l’esempio più luminoso, ma la lista dei giovani che al “Ceravolo” hanno trovato spazio e credibilità è lunga. Reita lo sa. E ha deciso di inserirsi in questa scia.

Non è un arrivo qualunque. Il contratto triennale con scadenza 30 giugno 2029 dice che la società ci crede. Ciro Polito lo ha voluto con insistenza, strappandolo a un Monza che lo aveva cresciuto e a una concorrenza che in Serie A già ne monitorava i progressi.

“Suderò la maglia al 100 per cento”

Il messaggio finale ai tifosi è un classico che non smette di funzionare. «Ai tifosi del Catanzaro posso promettere che suderò la maglia al 100% e che darò tutto me stesso in campo dal primo all’ultimo minuto». Detto da un diciottenne che arriva dal vivaio della Lazio, passando per Monza e per le Nazionali giovanili azzurre, suona come un impegno autentico.

Reita non promette gol a raffica né giocate da copertina. Promette lavoro. Promette sudore. Promette quell’abnegazione che la piazza di Catanzaro ha sempre saputo riconoscere e applaudire, prima ancora del talento puro. È già a disposizione di Gorgone, ha iniziato la preparazione con il gruppo, e la sensazione è che non voglia perdere tempo.

La linea verde del Catanzaro si arricchisce di un altro prospetto che ha fame e qualità. Francesco Reita ha scelto Catanzaro perché qui i giovani crescono. Le Aquile hanno scelto lui perché i giovani con questa mentalità, in Serie B, fanno la differenza.

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